giovedì

SONO NATA IN UN PUGNO DI TERRA SOFFOCATO DA CRISTO

Sono nata in un pugno di terra soffocato da Cristo,
dove la gente cammina a braccetto.

Sono nata in silenzio,
quello che accompagnava i miei ritorni da scuola
perché spesso non c'era nessuno con cui passeggiare,
e così per passare il tempo
mi mettevo a contare le chiese e le santelle
che incontravo durante il tragitto.

Sono nata in un limbo di messe gremite
e di parchi svuotati da qualche immigrato sospetto.

A volte
ci vado ancora a passeggio,
con mia figlia che mi tiene la mano
mentre le lapidi e le santelle ci osservano
indispettite dalla mia indifferenza.

E l’unica cosa che conto, ormai, è la nostra distanza.

Sono nata in un sostare di croci,
incollati al fardello del giorno,
fra mani operose al mattino
e corpi scuoiati in un locale notturno.

Di sera,
le famiglie si ammorbano in casa
per non perdersi aldilà del cancello,
dove le rose che sporgono gridano alla strada
la bellezza violenta di chi è uscito dal posto.

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