martedì

SENZA RISPETTO

Mi prostituisco ogni volta che mi disperdo,
soffocandomi in pensieri plasmati alle lingue di turno.

Mi prostituisco ogni volta che mi do un contegno
per carpire un sorriso, un consenso, un magro stipendio.

Mi prostituisco ogni volta che taccio al disgusto.

Mi prostituisco ogni volta che parlo e non mi distinguo
perpetrando un senso
dove il bene si perde in ciò che gli è verosimile
e il male tinge di rosa l'oscenità della propria radice.

Perché il linguaggio è la puttana di chi lo usa senza rispetto,
mentre chi lo ama
non sogna più un nuovo mondo
ma parole nuove che ne raccontino la menzogna,

da confidarsi muti,
di sguardo in sguardo.

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