domenica

NESSUN ALTROVE

Rimpiango la lentezza delle anime che non ho mai assaporato.

A volte risalgono alla mia coscienza, affamate,
a riprendersi lembi di spazi non concessi
dalla voracità della mia ragione, dalla bramosità del mio io.

Ho percorso con lo sguardo strati spessi di menzogna
sino a scorgere il seme degli occhi che ho incontrato.
Ho più spesso preferito consumarlo con i miei entusiasmi,
con le mie seduzioni, con i miei implacabili squarci.

Ho concesso. Ho ferito.
Ho abbandonato.
Di tutto il dolore causato, non rimpiango
quello procurato con l'ira incauta di chi ha ricercato, sgarbatamente,
l'autenticità.

Soprattutto non rimpiango il conflitto,
quando ciò sia servito a partorire anche un solo piccolo foro
nel muro di chi ha preteso di imporre a se stesso e al mondo
la propria verità.

Non credo ai profeti.
Non credo a chi pretende di incarnare più di altri l'infinito,
ma rispetto chi sconta della propria anima l'infinità
con un'esistenza all'orlo dello sfinimento,

come gli artisti che arrancano,
come gli amanti che non si curano.

Non desidero l'equilibrio
ma un armonico vivere nella sua assenza
e a nessun dio, costruito sull'affanno,
offrirò mai il sacrificio di me stessa

per un altrove felice.

2 commenti:

  1. Si possono apportare modifiche?

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  2. No, modificare, no. Le puoi copiare citando la fonte ma non per uso commerciale e non per modificarle. Vedi sotto la licenza cc.

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